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05 febbraio 2014

XI Convegno Nazionale ANG&OS sabato 8 marzo 2014, Alessandria c/o Hotel Diamante



Hotel Diamante Alessandria, Via Gambalera n. 132 presso "Centro Bellavita" (Sala Smeraldo), dalle ore 09,30 alle 13,00

PROGRAMMA

Accreditamenti al convegno,aperto a tutti gli interessati
Saluti delle Autorità, Presidenza e apertura dei lavori
Valore sociale dello sport e prevenzione primaria

Richieste e necessità di supporto al settore, accertamenti in corso e sanzioni evitabili: informazione e formazione
Dott. Alberto Gambone, Dott. Stefano Bertoletti, Dott. Gabriele Aprile

La corretta gestione di un impianto sportivo: associazione sportiva, srl sportiva o società commerciale. Quale scelta in funzione del “piano di fattibilità” ? Analisi di alcune risoluzioni e sentenze significative
Dott. Giacomo Spiller, Dott.ssa Chiara Procarione, Dott. Stefano Bertoletti, Dott. Alberto Gambone

Esemplificazioni pratiche e casi reali: accertamenti nei centri sportivi e presso gli Enti non profit. Utilizzo distorto dei compensi agli sportivi dilettanti
Avv. Edmondo Givone, Dott. Giacomo Spiller, Dott. Andrea Ceccon,Dott. Alberto Gambone

Accertamenti e verifiche: come si svolgono e quali le contestazioni ricorrenti nei PVC
Dott. Giuseppe Tamburo, Avv. Edmondo Givone

Dibattito: domande e risposte con i Relatori oltre che con i Componenti del Comitato Scientifico

Assemblea SOCI ANG&OS (aperta esclusivamente agli associati in regola con il tesseramento 2014) - ore 14,00


A seguire dalle ore 15,00 alle 18,00 ci saràla possibilità di fissare 25 appuntamenti personali, gratuiti e della durata di max. 15 minuti, per porre quesiti personalidirettamente ai componenti del Comitato Scientifico e ottenere le relative risposte, su questioni organizzative/gestioni e fiscali.Saranno accolte le prime 25 richieste, le restanti potranno essere poste via mail a info@angeos.it.

01 gennaio 2014

Aliquota IVA del 10% per tutte le somministrazioni di alimenti e bevande tramite distributori automatici, a prescindere dal luogo di ubicazione degli stessi


Aliquota IVA del 10% per tutte le somministrazioni di alimenti e bevande tramite distributori automatici, a prescindere dal luogo di ubicazione degli stessi.
L’art. 20, co. 3, D.L. 63/2013 prevede l’applicazione delle suddette novità a partire dal 1° Gennaio 2014.

07 dicembre 2013

UTILIZZO COUPON PROMOZIONALI


Da qualche tempo  assistiamo al fatto che anche gli Enti senza finalità di lucro (siano essi costituiti in forma di Associazione, Sportiva o meno, o di Società Sportiva Dilettantistica) si sono rivolti a Società commerciali per di promuovere le proprie attività attraverso la vendita di coupon promozionali il cui valore nominale incorpora una determinata quantità di beni o prestazioni.

Sotto il profilo economico è opportuno precisare che si tratta di operazioni rilevanti costituenti reddito imponibile e pertanto riconducibili alle attività commerciali che possono essere poste in essere da detti Enti e per i quali occorre che gli stessi siano in possesso di partita IVA per l’esercizio secondario e sussidiario di queste attività. E’ infatti assolutamente evidente come un meccanismo del genere (per quanto legittimo) nulla abbia a che vedere né con la con il rapporto associativo proprio delle Associazioni, né con quello di tesserato/iscritto proprio delle S.R.L. sportive senza finalità di lucro. Infatti nell’ambito di questa pratica, come detto commerciale, gli utilizzatori finali rientrano nell’ambito di quei soggetti interessati all’esclusiva erogazione di un determinato servizio “una tantum” da parte di un Ente.

Ebbene, qual è il trattamento tributario di questi proventi ai fini IRES e IVA?

Nella sostanza i soggetti coinvolti nell’operazione in questione (acquisto di un coupon da parte di un soggetto emesso da una Società relativo ad i servizi promossi da un altro Ente) sono tre:

· la società emittente i coupon,

· l’ente che eroga il servizio,

· l’utilizzatore finale.

Tali coupon, come specificato dall’Agenzia delle Entrate nella Risoluzione N. 21/E del 22 Febbraio 2011, “non possono qualificarsi quali titoli rappresentativi di merce, bensì quali semplici documenti di legittimazione ai sensi dell'articolo 2002 del codice civile. In sostanza, il buono può essere considerato alla stregua di un documento che consente l'identificazione dell'avente diritto all'acquisto di un bene o di un servizio, con la possibilità di trasferire tale diritto senza l'osservanza delle forme proprie della cessione.
Ne consegue che la circolazione del buono medesimo non comporta anticipazione della cessione del bene cui il buono stesso dà diritto e non assume rilevanza ai fini IVA. In particolare, pur in assenza di un'espressa regolamentazione della specifica fattispecie, si ritiene che la cessione dei titoli di legittimazione possa essere ricondotta nell'ambito applicativo dell'articolo 2, terzo comma, lettera a), del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, ai sensi del quale "Non sono considerate cessioni di beni ... a) le cessioni che hanno per oggetto denaro o crediti in denaro".

Cosa accade nei fatti?

Solitamente una volta incassato il valore economico del coupon, la società emittente provvederà a rimborsare il valore dello stesso all’Ente non profit nel momento in cui quest’ultimo attesti l’erogazione del servizio acquistato dall’utilizzatore. Sebbene l’erogazione del servizio avvenga senza alcuna transazione finanziaria tra l’Ente non profit e l’utilizzatore finale (dal momento che quest’ultimo ha acquistato il servizio attraverso altra Società), il momento di effettuazione dell’operazione assume rilievo ai fini IVA e l’Ente sarà obbligato ad emettere fattura per l’intero valore del servizio incorporato nel coupon.

ESEMPIO

L’Associazione PIPPO (sia essa sportiva o meno, oppure anche una S.S.D.) si affilia ad una società emittente di coupon (PLUTO) e stabilisce mediante specifico contratto la cessione di un servizio il cui valore è di 100 euro. L’utilizzatore finale acquisterà pertanto il coupon trasferendo 100 euro a PLUTO. Quando l’operazione sarà effettuata PIPPO dovrà emettere una fattura per l’intero valore del coupon e cioè 100 euro comprensivi di IVA.

PLUTO a quel punto provvederà a liquidare l’importo concordato trattenendo una percentuale come corrispettivo per il servizio promozionale (che possiamo ipotizzare in 40 euro ivati) e PIPPO riceverà pertanto 60 euro e contestualmente gli sarà rilasciata una fattura di euro 40 ivati corrispondente alla commissione per il servizio prestato.

PIPPO dovrà poi provvedere a liquidare l’IVA secondo il proprio regime fiscale pagando altresì l’IRES alle scadenze stabilite dalla legge.

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